Riconoscimento del titolo sul sostegno conseguito in Spagna: il TAR continua a dare ragione ai ricorrenti

Riconoscimento del titolo sul sostegno conseguito in Spagna: il TAR continua a dare ragione ai ricorrenti

Negli ultimi mesi, numerose pronunce del TAR del Lazio – Sezione Quarta Bis hanno rafforzato una linea giurisprudenziale favorevole a chi ha ottenuto la specializzazione per l’insegnamento sul sostegno in Spagna e ha chiesto il riconoscimento del titolo in Italia.

Le recenti sentenze del 14 ottobre 2024 (n. 17601), del 28 maggio 2024 e l’ordinanza del 22 marzo 2025, che rafforzano il riconoscimento del titolo di sostegno conseguito in Spagna, confermano che i rigetti automatici da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito sono illegittimi se privi di un’istruttoria concreta e comparativa.

Le decisioni in sintesi

  • Nel caso della sentenza n.17601/2024, il TAR ha accolto il ricorso di cinque docenti che avevano frequentato corsi di sostegno in Spagna. Il Ministero aveva respinto le richieste per via della natura “non ufficiale” del titolo (“título propio”). Il TAR ha chiarito che questa classificazione non può da sola giustificare un diniego. Serve invece una valutazione effettiva delle competenze acquisite e, se necessario, misure compensative, come previsto dalla normativa europea.
  • Nel caso dell’ordinanza del 22 marzo 2025, il Tribunale ha sospeso il rigetto del Ministero e ha ordinato il riesame. Ha criticato la superficialità della valutazione ministeriale, rilevando che non si è tenuto conto né dell’esperienza professionale del ricorrente né della possibilità di adottare strumenti compensativi per eventuali lacune formative.
  • Nella sentenza del 28 maggio 2024, il TAR ha ribadito che il Ministero non può fermarsi alla distinzione tra titoli “ufficiali” e “propri”, ma deve svolgere una istruttoria completa per confrontare i percorsi formativi estero/Italia. Anche qui, l’assenza di una reale valutazione ha portato all’annullamento del rigetto.

I principi confermati dalla giurisprudenza

giurisprudenza UE sul riconoscimento dei titoli professionali

Tutte e tre le decisioni si fondano su una costante della giurisprudenza amministrativa e della normativa UE:

  • il riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in un altro Stato membro è garantito dalla Direttiva 2005/36/CE e successive modifiche;
  • l’Italia non può rigettare automaticamente titoli conseguiti all’estero, ma deve valutare in concreto competenze, durata, contenuti e risultati del percorso formativo;
  • eventuali differenze tra i percorsi italiani ed esteri devono essere colmate tramite misure compensative, come tirocini o esami integrativi.

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