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27
Giu

DIECI DOMANDE SULLA CONVALIDA ALLA LICENCIATURA EN DERECHO

Con questo post voglio affrontare un tema che nelle ultime settimane è al centro dell’interesse di coloro che stanno valutando o hanno già deciso di diventare Avvocato in Spagna.

E’ lecito e privo di rischi diventare Abogado senza fare il Master de acceso a la Abogacia e neppure l’esame finale delle 75 domande a risposta multipla? Parliamone.

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Per stabilire la liceità del percorso “senza master” non appare sufficiente sventolare l’ordinanza del Tribunale di Trento quale elemento definitivo e chiarificatore: qualunque laureato in giurisprudenza conoscendo un minimo i termini della questione noterebbe, anche ad una superficiale lettura delle pronunce di cui sopra, che quel Tribunale non risponde per niente al nocciolo del problema.

Inoltre – domanda spontanea – potrà essere il Tribunale di Trento a stabilire la legittimità del percorso in oggetto quando, ad oggi, le stesse autorità spagnole sono in grave imbarazzo nel dire una parola chiara in merito a questa vicenda?

Di certo oggi sappiamo:

  • Che la Licenciatura en Derecho, in Spagna, è una carriera di fatto estinta: sono concessi solo appelli di esame – limitati nel tempo – per coloro che, vecchi immatricolati, devono finire di fare esami;
  • Che tutte le università interpellate, nel momento in cui si chiede la possibilità di effettuare quel procedimento, negano la possibilità di convalidare alla Licenciatura;
  • Che agli studenti spagnoli, immatricolatisi a suo tempo al Grado en Derecho, non è – minimamente –  consentito quel tipo di “passaggio“, nonostante avessero da tempo auspicato tale soluzione;
  • Che la stessa Università pubblica madrilena (di cui se volete si può fare anche il nome) che lo scorso 28 Maggio ha fatto fare esami di convalida alla Licenciatura en Derecho, oggi nega – anche per iscritto – in termini assolutamente chiari e ricchi di particolari normativi che possa esistere detta possibilità (sic!).
  • Che quello della convalida alla Licenciatura è un argomento di cui le autorità spagnole quasi non vogliono sentir parlare, anche perché difficilmente sostenibile dal punto di vista dell’opinione pubblica: si provi ad interpellare sull’argomento il Ministerio de Educación

Con questo vogliamo dire,

  • Che – certamente – ogni percorso che conduca alla risoluzione di una necessità, come quella della stabilizzazione della propria posizione professionale, è encomiabile e degno di positivo apprezzamento nella misura in cui quel procedimento risulti chiaro e palesemente consentito dalla legge;
  • Che ammantare il procedimento di convalida alla Licenciatura en Derecho dello spesso alone di mistero, fatto anche di impegni firmati alla riservatezza, è un atteggiamento atto ad alimentare molti dubbi e sospetti sul percorso offerto;images (1)
  • Che nel momento in cui, i fatti di cui stiamo ragionando, emergessero all’opinione pubblica spagnola le conseguenze potrebbero essere molto negative sia per coloro che hanno azzardato quel percorso ma anche per coloro che hanno fatto o stanno facendo il percorso chiaro imposto dalla normativa vigente, e cioè convalida al Grado en Derecho e Master de acceso a la Abogacia;
  • Che sarà assai interessante vedere, ed arriveranno presto, le reazioni dei sistemi italiano e spagnolo quando si renderanno conto che viene offerto di diventare Avvocato senza essere mai stato laureato in giurisprudenza a laureati in Scienze politiche o in Economia.

An image of a nice clock with time for questions

Proponiamo quindi 10 domande come elemento di riflessione per tutti e sollecitiamo a rispondere chi può farlo.

  1. Se il percorso proposto della convalida alla Licenciatura en Derecho – carriera ormai estinta in Spagna – è perfettamente legale, perché non ne vengono indicati chiaramente ed in maniera palese gli elementi normativi che lo consentono?
  2. Perché tutte le università spagnole pubbliche e private che sono state interpellate negano decisamente la possibilità di far accedere al percorso di convalida alla Licenciatura un cittadino comunitario laureato in giurisprudenza?
  3. Perché dovrebbe essere consentito ad un italiano laureato in giurisprudenza di potersi immatricolare ad una carriera estinta (la Licenciatura en Derecho) mentre non è concesso ad uno studente spagnolo iscritto al Grado en Derecho?
  4. Perché la stessa università pubblica madrilena che ha fatto fare esami di convalida alla Licenciatura en Derecho, lo scorso 28 maggio, oggi nega – anche per iscritto – spiegando dettagliatamente i motivi, che possa esistere detta possibilità? question-mark-blue-1630386
  5. Perché l’università pubblica madrilena, oltre a negare la fattibilità di quel percorso, sostiene che una cosa simile non accadrà più (sic!) ed oggi leggiamo del possibile coinvolgimento di un’altra Università disponibile a concedere ciò che dalla pressoché totalità delle altre non è concesso?
  6. Il fatto di rendere pubblico il nome dell’Università che consente l’immatricolazione ad una carriera estinta recherebbe danno al percorso di cui si tratta?
  7. Si troverebbe in difficoltà l’Università che consente la convalida alla Licenciatura a gestire pubblicamente questo comportamento?
  8. Viene detto, da parte di chi propone la convalida alla Licenciatura en Derecho, che esiste una esclusiva con una università spagnola: se esiste questa esclusiva, quindi a protezione della concorrenza, perché viene tenuto sotto assoluto riserbo il nome della università in oggetto?
  9. Se è un percorso chiaro e consentito perché il Ministerio de Educación – dice di avere investito del caso il Consejo de las Universidades demandandogli approfondimenti?
  10. Nel momento in cui risultasse chiaro che un laureato in Scienze politiche o in Economia, tramite l’immatricolazione ad una carriera universitaria estinta, potrebbe diventare Avvocato ciò darebbe luogo a reazioni non particolarmente positive da parte dei sistemi spagnolo e italiano?

Seguiranno altre puntate…Stay tuned!

6 Responses

  1. massimo

    mi pare assolutamente demenziale, ormai cercate di screditare gli altri, solo perché non avete clienti…..

  2. Giovanni Tonlorenzi

    Caro Massimo, francamente non vedo cosa ci possa essere di demenziale in un post che ha solo avuto l’obiettivo di porre alcuni elementi di riflessione su un tema che non brilla per trasparenza. Evidentemente lo hai letto con poca attenzione o con molta fretta, anche perché non so dove tu abbia visto del discredito rispetto agli altri, come dici te, e alla fine sei te che apostrofi con “demenziale” una riflessione che moltissimi valutano seriamente. Si aggiunga il fatto che la stampa spagnola stessa ha dato notizie, a dir poco, allarmanti sull’argomento e non ISPE: puoi agevolmente trovare le fonti su internet o sulla nostra pagina facebook. Detto questo, se pensi che la causa dell’articolo stia nel fatto che non abbiamo clienti, allora rilassati che non è così: poniti piuttosto le stesse domande – anche alla luce delle notizie spagnole – e se puoi prova a darti e a darci delle risposte. Grazie, comunque, per il commento.

  3. Giovanni Tonlorenzi

    Pubblico volentieri il commento di tale Massimo che, a parte il nome di fantasia e la predisposizione di caselle mail ad hoc per celarsi, si è presentato. Infatti Massimo dice di sé alcune cose: la prima è che ha letto, di nuovo, male il post che vuole commentare; Nell’articolo sulle 10 domande io non do alcuna interpretazione, tanto meno tendenziosa, della notizia circa la denuncia dell’associazione spagnola in merito ai fatti accaduti in Spagna e che hanno coinvolto un’università pubblica citata dalla stampa spagnola: mi limitavo solo ed esclusivamente a porre alcune domande circa il percorso di convalida alla licenciatura. Basta vedere le date e risulta chiaro come la notizia divulgata da EFE e da altri organi di stampa spagnola sia successiva al post in commento.
    Ulteriormente interessante è la seconda cosa che ci vuole fare intendere di sé il simpatico Massimo: il suo interesse polemico sull’argomento deriva dal fatto di essere – chiaramente – un operatore di questo mercato e ciò che è balzato agli onori delle cronache ha infastidito di molto la sua di brama commerciale (ben) evidente. Niente di male, ci mancherebbe, ma perché non lo dice chiaramente, anziché fare il troll a destra e a manca?
    Ripeto, ci siamo posti ed abbiamo posto alcune domande perfettamente lecite a cui abbiamo chiesto risposta; crediamo che sarebbe semplicissimo fornirle quelle risposte, se si volesse, e le attendiamo anche da Massimo, che ha tutti i mezzi per fare chiarezza: dov’è la tendenziosità?
    Inoltre, Ispe con la denuncia divulgata dalla stampa spagnola non ha nulla a che fare e Massimo lo sa ma non lo dice: ne abbiamo preso atto, punto e basta.
    Per contro, ad oggi, non abbiamo letto nessuna presa di posizione pubblica e ufficiale, da parte di chicchessia, che in qualche modo chiarisse la portata dei fatti resi pubblici: sicuramente ci sarà, attendiamo di leggerla come contributo al chiarimento complessivo.
    Se la tendenziosità è nei fatti allora non ci possiamo fare niente: saremo costretti a pubblicare le mail ufficiali dell’università in oggetto in cui viene completamente negata la possibilità della convalida alla licenciatura en derecho e, allora, la domanda (tendenziosa secondo il buon troll) sorgeva e sorge spontanea: perché in via ufficiale si nega un qualcosa che in realtà è stato fatto? Qualcuno risponde?
    Poi, alias Massimo, mi chiedi cosa ne penso dell’argomento di cui aggiungi il link: penso che tutto il mondo è paese e ricorda, a noi italiani, la vicenda che ha coinvolto poco tempo fa un noto giornalista ma la fattispecie che citi – se permetti – ha ben poco a che fare, per proporzioni e sostanza, con l’argomento di cui stiamo parlando; può darsi che a Nebrija siano stati guerci, però nella terra dei ciechi…
    Per il signor Juan Cayon parla solo il signor Juan Cayon: chiediglielo te direttamente sono sicuro che ti risponderà.
    Infine e la chiudo qui, anche con Massitroll: io e tutti coloro che scrivono su questo blog ci mettiamo la faccia e con la nostra faccia e i nostri nomi ci assumiamo le responsabilità di ciò che diciamo e proponiamo; esponiamo il nostro punto di vista, giusto o sbagliato, condivisibile o criticabile ma con la nostra faccia non con nickname dicendo “laqualunque” sui vari forum, con la protezione dell’anonimato (poi protezione da cosa?). Qui saranno sempre bene accette opinioni diverse e discordanti dalle nostre a patto però che chi parla ci metta anche il suo nome e la sua faccia.
    Perché no?

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