Circolare CNF Abogados Avvocato in Spagna

Cancellazioni dall'Ordine per chi ha fatto percorso da Avvocato in Spagna.
Avvocato in Spagna: caos!
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Giu

CIRCOLARE CNF SUGLI ABOGADOS: LA CONFUSIONE CORRE SUL FILO DEI MEDIA. FACCIAMO CHIAREZZA

Dopo la Circolare del CNF n. 7-C-2017, sul riconoscimento del titolo di Abogado acquisito in Spagna, dobbiamo ancora una volta commentare articoli che, con titoli ad effetto, altro non hanno che il solo scopo di screditare l’Alternativa Spagnola seminando terrore; abbiamo addirittura sentito stimati giuristi affermare, quanto mai erroneamente, che l’accesso alla Professione in Spagna fino a qualche tempo fa fosse sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione iberico.

All’elenco si è aggiunto questo fine settimana “Italia Oggi”, con articolo a firma G. Ventura, con lo stesso canovaccio: titolo pomposo per un articolo impreciso e persino prudente. Ventura ci dice che in Spagna la prova di accesso alla Professione si svolge, più o meno, con la stessa frequenza dei Mondiali di calcio, una volta ogni 4 anni, essendosi svolta, secondo luiVentura, una sola sessione di esame dal 30 Ottobre del 2011 ad oggi. Al di là dell’ennesima madornale imprecisione da parte di chi vorrebbe informare, traspare chiaramente il paradosso della vicenda: il CNF o i COA italiani vorrebbero vigilare sulle iscrizioni ai Colegios de Abogados spagnoli, affinché esse vengano effettuate come prescritto dalla normativa iberica. Qualcosa mi sfugge: possibile che in Spagna non esista un omologo del nostro Consiglio Nazionale Forense, che vigili su queste questioni? Siamo davvero un paese all’avanguardia.

Nell’articolo, Ventura (ma non era il selezionatore della Nazionale italiana di calcio?!) dice testualmente: “Accertata l’irregolarità dell’iscrizione, l’ordine italiano non può far altro che sollecitare l’omologo straniero a cancellare quel professionista….sul fatto se sia possibile procedere alla cancellazione d’ufficio i COA stanno riflettendo”.
Per piaggeria verso CNF e COA si arriva quasi al delirio di onnipotenza della nostra classe legale che avrebbe il potere di vigilare sulle iscrizioni fatte dagli ordini spagnoli e se non fatte come dicono loro, chiederne all’omologo straniero la cancellazione.

Basta scherzi, diciamolo chiaro: a vigilare e decidere sulla regolarità delle iscrizioni in Spagna sono i Colegios de Abogados iberici, il Consejo General de la Abogacia espanola (il CNF di Spagna), e nel caso gli organi giurisprudenziali spagnoli. Con buon pace di Ventura, i COA e CNF posso solo prenderne atto.

Ne abbiamo lette di cotte e di crude, ma un altro articolo che mi ha colpito è stato quello della Dott.ssa Lucia Izzo la quale, nel dare il suo contributo ai commenti pressapochisti di questi giorni, piazza il titolo cubitale “La strada di Madrid per diventare Avvocati è chiusa”, dal sito Studio Cataldi.

Niente di più falso. La Dott.ssa Izzo sono certo sappia, oppure dovrebbe sapere, cInformazioni false percorso Avvocato in Spagnahe per venire meno l’alternativa spagnola all’abilitazione forense dovrebbe quantomeno implodere l’Unione Europea portandosi dietro tutti i suoi principi ispiratori, cosa che ad oggi non mi sembra sia avvenuta.

Dopo un iniziale utilizzo della forza bruta, nell’articolo si usa anche il fioretto, spostandosi sul finissimo tecnicismo giuridico del “troppo semplice”. Qui stiamo varcando le porte del paradiso della cognizione giuridica. Troppo semplice. Sono certo che il teorema del troppo semplice stesse alla base dei ragionamenti di Nils Wahl, Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea, chiamato ad esprimersi sulla questione. Se ricordo bene scrisse proprio: Così no! Troppo semplice!!!

Insomma questa eccessiva semplicità avrebbe allertato non solo le Autorità italiane, ma anche quelle spagnole che avrebbero voluto vederci chiaro, stando a quanto riportato nella sapiente ricostruzione qui in analisi. Si sa, quando si tratta di eccesso di semplicità in Europa non si scherza, questo è noto anche a chi, come me, non è un importantissimo giurista.

La Dott.ssa Izzo, sono certo sappia, o quantomeno dovrebbe sapere, quanto affermò la Corte di Giustizia Europea è un principio esattamente opposto a quello da lei eminentemente espresso, ovverosia “La Corte sottolinea che il diritto dei cittadini di uno Stato membro di scegliere, da un lato in quale Stato membro desiderano acquisire il loro titolo professionale e dall’altro quello in cui hanno intenzione di esercitare la loro professione, è inerente all’esercizio, in un mercato unico, delle libertà fondamentali garantite dai Trattati”.

Senza aneliti di superbia, ma qui il pezzo scade nell’approssimazione con una misera spiegazione del perché sarebbe stata messa sub judice la regolare iscrizione delle 332 persone citate nella Circolare n. 7-C-2017 da fantomatiche “autorità spagnole”, non meglio specificate.

Il proseguo del pezzo non si eleva di molto esprimendo valutazioni, mi sia concesso, definibili ‘un tanto al chilo’, fino alla chiusura che tende alla ‘fantascienza del Diritto’ arrivando persino a mistificare nel modo più assoluto quanto affermato da questa impalpabile ”Autorità iberica”. A tal proposito non sarebbe preferibile informarsi su quale sia detta “autorità iberica” capace di delucidare il Ministero e cosa avesse effettivamente affermato? Ai fini di una esatta informazione.

Cito testualmente: “Le istruzioni fornite dall’autorità iberica, dunque, precisavano che si sarebbero potute accettare in Italia solamente le iscrizioni all’Albo di cittadini la cui pratica per l’omologazione dei titoli fosse iniziata prima del 31 ottobre 2011, successivamente a tale data, per l’iscrizione all’Albo Spagnolo, sarebbe stata necessaria la formazione complementare tassativamente prevista e richiesta dalla legge spagnola.”

Ora la prima domanda che un giurista alle prime armi dovrebbe farsi è: ma queste persone sono state cancellate dall’Ordine spagnolo? Perché il venire meno del titolo di origine (quello di Abogado) sarebbe l’unico presupposto su cui basare la cancellazione da quello italiano.

Provo a fare chiarezza: lPosizione del CGAE sugli Abogados Italini’autorità iberica citata dalla Dottoressa è il Consejo General de la Abogacia Espanola, omologo del Consiglio Nazionale Forense Italiano, che non dice in nessun momento che l’Italia debba accettare solo le richieste di stabilimento di chi abbia richiesto l’omologazione del titolo prima del 30 Ottobre 2011, ma spiega, a seguito della moltitudine di consulte ricevute attraverso il sistema IMI dall’Italia (a proposito: ma l’Italia non ha niente di più importante di cui occuparsi se non di questioni inerenti l’accesso alla Professione iberico?) come abbia funzionato e funzioni adesso l’accesso alla Professione di Abogado.

In sintesi il CGAE illustra come si tratti di una questione meramente giuridica, di interpretazione della Ley 34/2006, ove l’orientamento del Ministerio de Justicia e dello stesso CGAE sia stato quello di ammettere le richieste di iscrizione dei cittadini stranieri in possesso di omologazione del loro titolo di Laurea, senza richiedere loro Master e Prova abilitante, qualora avessero presentato richiesta di omologazione prima dell’entrata in vigore della Ley 34/2006, ovvero il 30 Ottobre 2011.

Nonostante questo però, spiega lo stesso CGAE, la presente interpretazione non è stata mantenuta da determinati organi giurisprudenziali tra il 2013 e 2015 (Tribunale amministrativo di Madrid in primis) i quali ritennero che l’articolo della suddetta legge fosse contrario ad uno dei principi cardine dell’Unione Europea, la parità di trattamento tra cittadini comunitari.

Sulla scorta di queste sentenze alcuni Consigli dell’Ordine di Spagna decisero di abbracciare detta interpretazione, accettando le iscrizioni dei cittadini appartenenti all’Unione Europea in possesso dell’Omologazione del loro titolo di Laurea al titolo spagnolo di Licenciado en Derecho, a prescindere dalla data in cui l’avessero richiesto.Abogados cancellati? Falso allarme

Dunque il CNF di Spagna ne era perfettamente consapevole, dovendo rilasciare esso stesso un nulla osta previo alla iscrizione di ciascun richiedente, ricordando che attualmente (non in precedenza) si richiede a tutti lo svolgimento del Master e il superamento della prova, e che sono Abogados in Spagna e possono esercitare coloro i quali siano iscritti in un Consiglio dell’Ordine Spagnolo come esercenti.

Dunque alle domande se il titolo conseguito in Spagna attraverso omologazione alla Licenciatura en Derecho richiesta post 30 Ottobre 2011 verrà cancellato in Spagna e se l’attuale procedimento spagnolo per conseguire l’abilitazione sia chiuso si risponde allo stesso modo: no, nel modo più assoluto.

Documentarsi prima di cercare di fare informazione in internet? Che dire… Meglio tardi che mai.

 

10 Responses

  1. Alessandro Tonlorenzi
    Alessandro Tonlorenzi

    Caro Mariano, ti ringrazio per il tuo intervento e per le tue preziose parole.
    È un piacere poterti ospitare nel nostro blog.
    Un abbraccio

  2. Avatar
    Avv, Stabilito Mariano

    Caro Tonlorenzi, ti ringrazio di nuovo del’opportunita che mi dai nello esprime il mio dissenso e la mia rabbia contro coloro che con sufficienza e fanno di noi avvocati stabilii una escrescenza dell’avvocatura italiana . MI corre l’obbligo di ritornare sull’ argomento SEMPLICITA. Voglio ancora una volta parlare alla dott.ssa IZZO , LO FACCIO OB TORTO COLLO,, Infatti, vorrei sapere ancora se coloro che oggi sono avvocati laureati nel 70′, 80, 90, e quelli che si sono laureati a Catanzaro, Matera, Messina, Napoli in quei anni e oggi lavorano tranquillamente con il titolo ottenuto, con l’ausilio dei Commissari nelle aule d’es ame, i quali dettavano, ( è assoluta verità ) i pareri già compilati.
    Eppure oggi sono tenuti in considerazione, perché svolgono il loro lavoro con professionalità e dedizione.,, Come fai tu Caro Tonlorenzi con i tuoi iscritti alla ISPEITALIA, sempre pronto risolvere qualsiasi problema che possa venire in essere durante, E, SPECIALMEMNTE DOPO, gli esami in Spagna.
    Cosa avrà da dire la Dott.essa IZZO ?? Avrà mai calcato le aule Giudiziarie? Questa professione si impara proprio in quei luoghi, non all’Università. Spero che in un prossimo futuro cambierà il modo
    di preparare i giovani avvocati magari istituendo proprio all’interno delle aule dell’Università finti processi i modo tale che si possa imparare, senza essere sfruttati nei primi due anni do praticantato.
    Un abbraccio

  3. Avatar
    Avv, Stabilito Mariano

    Caro Tonlorenzi, ti ringrazio di nuovo del’opportunita che mi dai nello esprime il mio dissenso e la mia rabbia contro coloro che con sufficienza e fanno di noi avvocati stabilii una escrescenza dell’avvocatura italiana . MI corre l’obbligo di ritornare sull’ argomento SEMPLICITA. Voglio ancora una volta parlare alla dott.ssa IZZO , LO FACCIO OB TORTO COLLO,, Infatti, vorrei sapere ancora se coloro che oggi sono avvocati laureati nel 70′, 80, 90, e quelli che si sono laureati a Catanzaro, Matera, Messina, Napoli in quei anni e oggi lavorano tranquillamente con il titolo ottenuto, con l’ausilio dei Commissari nelle aule d’es ame, i quali dettavano, ( è assoluta verità ) i pareri già compilati.
    Eppure oggi sono tenuti in considerazione, perché svolgono il loro lavoro con professionalità e dedizione.,, Come fai tu Caro Tonlorenzi con i tuoi iscritti alla ISPEITALIA, sempre pronto risolvere qualsiasi problema che possa venire in essere durante, E, SPECIALMEMNTE DOPO, gli esami in Spagna.
    Cosa avrà da dire la Dott.essa IZZO ?? Avrà mai calcato le aule Giudiziarie? Questa professione si impara proprio in quei luoghi, non all’Università. Spero che in un prossimo futuro cambierà il modo
    di preparare i giovani avvocati magari istituendo proprio all’interno delle aule dell’Università finti processi i modo tale che si possa imparare, senza essere sfruttati nei primi due anni do praticantato.
    Un abbraccio

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    Maria Grazia Raimondo

    Caro Tonlorenzi. Ti ringrazio per le delucidazioni che, forse, mettono un poco di luce in una situazione davvero abbastanza “oscura”.
    Purtroppo spesso escono sui media articoli e commenti sugli Abogados che, oltre a non essere benevoli, sono anche ingiusti.
    Anche io, naturalmente, sono un Abogado e, oltre gli esami universitari italiani, la pratica forense, diversi corsi di preparazione all’esame di avvocato, il superamento degli scritti con 30, 30 e 37, alla fine – malgrado me – mi sono diretta al percorso spagnolo. Altri esami, di diritto spagnolo che, devo dire, ho trovato interessanti. E, finalmente, dopo varie peripezie, l’iscrizione.
    Esercito da circa due anni e la conoscenza del diritto spagnolo mi da modo di vedere in modo diverso anche il diritto italiano. E’ un di più! Non certo un di meno…
    Ti ringrazio
    Abogado M.Grazia

  5. Alessandro Tonlorenzi
    Alessandro Tonlorenzi

    Benvenuta Maria Grazia sul nostro Blog, fa sempre piacere leggere commenti sensati.
    Grazie per il tuo contributo e per la tua testimonianza, ti aspettiamo nuovamente in futuro per contianuare a scambiare opinioni e punti di vista.
    Un caro saluto.

  6. Avatar
    Emanuella

    Ciao Collega Tonlorenzi, sono Emanuella avvocato italiano moglie di abogado stabilito. Grazie per i Tuoi chiarimenti che oggi mi giungono come una nuvola carica di pioggia in mezzo al deserto. Perché a seguito della circolare del CNF 7-c-2017 il Coa a cui è iscritto mio marito gli ha richiesto di dimostrare di aver superato il master e l’esame di stato spagnolo pur sapendo che la sua iscrizione in Spagna risale ad inizio 2014 quando il master e l’esame non esistevano ancora ma se ne parlava sui forum e presso le università. Tutti questi espertoni che parlano del diritto spagnolo senza aver mai messo piede sulla penisola Iberica andrebbero radiati dall’albo di appartenenza e bisognerebbe chiedersi loro come ci sono arrivati perché dimostrano una tale misconoscenza del diritto europeo e nazionale da far dubitare molto. Vorrei che quando si parla del percorso spagnolo si ricordasse la fatica che esso implica. Fatica economica ma anche fisica perché devi studiare lo spagnolo, andare all’università, pagare la retta universitaria, fare gli esami, domiciliarti in loco ecc ecc. Se ne parla come a far sembrare tutto molto semplice ma in realtà gli abogados faticano quanto gli avvocati se non di più per raggiungere la realizzazione delle proprie aspirazioni professionali. Io ho vissuto la gioia di passare l’esame di stato al primo tentativo ma anche l’orrore di seguire mio marito nei 10 tentativi (tra cui due orali) andati vani per i motivi che tutti sappiamo da sempre ma che una volta raggiunta la “poltrona” sembrano non interessare più a nessuno. Spero che in futuro abbiamo sempre maggior voce e rilievo persone come Te che parlano a ragion veduta e con conoscenza di causa così da eclissare gli ignoranti con tesserino e scoraggiarne la pubblicazione. Grazie per l’attenzione.

  7. Alessandro Tonlorenzi
    Alessandro Tonlorenzi

    Emanuella ti ringrazio per il Tuo prezioso contributo. In effetti è davvero commendevole leggere commenti come il Tuo, di persone che nonostante abbiano conseguito il titolo in Italia riconoscano che l’alternativa spagnola non è una semplice scappatoia ma un percorso di indiscutibile dignità e ontologicamente formativo.
    Con l’invito a proseguire visitando il nostro Blog ed in attesa di altre tue apprezzatissime opinioni, ti porgo i miei migliori saluti.

  8. Avatar

    Buongiorno,
    grazie per questo articolo e per il vostro ottimo lavoro. Sono titolare dello studio di traduzioni Giuritrad, e da qualche decennio presto consulenza gratuita a tutti i clienti che si rivolgono alla nostra agenzia in cerca di traduzioni ufficiali e di informazioni utili su come conseguire l’omologazione e l’equivalenza dei titoli di studi in Spagna. Qualora sentiate l’esigenza di una collaborazione per le traduzioni giurate dei titoli di studio per chi vuole omologare la propria laurea, rimaniamo a disposizione. Dr.ssa María José Iglesias. Giuritrad. https://www.traduzioni-asseverate.com/traduzione-ufficiale-omologazione-laurea-spagna/

  9. Avatar
    Alberto

    Ringrazio vivamente l’autore di questo articolo, il quale ha in maniera completa riportato quello che è corrispondente alla realtà dei fatti .
    Purtroppo, in Italia, vi sono soggetti, che utilizzano il terrorismo mediatico per gettare fango sulle persone, in questo caso su di noi stabiliti.
    Chi getta fango sugli abogados, dovrà prima di tutto recarsi presso un istituto elemantare e intraprendere un percorso base di lettura e comprensione, cosi un domani potrà leggere e comprendere quanto scritto nelle sentenze di Cassazione.
    Una volta completato questo percorso alle scuole elementari qualora fossero ritenuti idonei, potranno leggere e commentare le normative Italo- Iberiche in maniera completa, cosi da poter formulare commenti e pareri.
    Quanto invece, alla circolare del ministero, che deduco non sia mai esistita, trovo imbarazzo solo a dover pensare sia successa una cosa del genere.

    saluti a tutti

  10. Alessandro Tonlorenzi
    Alessandro Tonlorenzi

    Grazie mille Alberto per il tuo commento.
    Ti aspettiamo sulle nostre pagine per continuare a scambiare esperienze e punti di vista.
    Un caro saluto

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